ROMA, 28 giugno 2016La battaglia al malaffare ed alle false cooperative è più che mai urgente e necessaria per ridare credibilità e nuova linfa vitale a tutte quelle realtà, piccole o grandi che siano, che nella loro impresa cooperativa investono energia e impegno da sempre.  È di questi giorni un nuovo scandalo, giunto alla ribalta della cronaca, che coinvolge alcuni imprenditori legati alle cooperative (ma noi non le chiameremmo così), invischiati in un giro di tangenti con il Comune di Roma. Al centro dell’indagine gli appalti per la pulizia e la gestione di diversi campi Rom. A chi sono stati assegnati questi appalti? Ai soliti personaggi che appartengono a quella ormai nota “terra di mezzo” che nulla ha a che fare con il mondo vero delle cooperative. Mentre la magistratura è impegnata a indagare sui reati di corruzione, falso in atto pubblico e turbativa d’asta, l’UNCI esprime forte solidarietà al nuovo sindaco di Roma Virginia Raggi: “Siamo al suo fianco nella battaglia per la legalità – dichiara il Presidente di UNCI Pasquale Amico – Ormai è evidente che alcune azioni clientelari, che noi denunciamo da anni, sono finite. Siamo sicuri che è il momento giusto per ripartire, restituendo la giusta attenzione e il giusto merito a quegli uomini e a quelle donne che lavorano ogni giorno onestamente, credendo nei valori della solidarietà, della condivisione e della partecipazione che animano le cooperative sane. Da loro bisogna ripartire per promuovere lo sviluppo di un’economia sana ed includente, fondata sui valori della legalità, della democrazia e del pluralismo e rispetto delle regole”.

Bisogna fermare al più presto l’ondata di discredito che si è abbattuta ingiustamente su tutto il movimento cooperativo e, poiché i buoni propositi da soli non bastano, serve una legge che sia davvero in grado di contrastare il fenomeno delle false cooperative. Da circa un anno si sta lavorando ad un disegno di legge in questa direzione (attualmente in discussione al Senato) e l’UNCI ne condivide i presupposti.

Ma l’Unione Nazionale Cooperative Italiane non può non segnalare che i rimedi proposti dai disegni di legge non possono costituire l’unica soluzione al raggiungimento degli obiettivi. Bisogna piuttosto avviare un’ampia riflessione su due punti: lo scambio mutualistico e le caratteristiche in cui le false cooperative trovano il proprio humus. Sulle caratteristiche dello scambio mutualistico che, nelle cooperative implica il perseguimento di una gestione solidale tra i soci, l’UNCI chiede che vengano considerati i livelli dell’effettiva partecipazione dei soci ai processi decisionali, produttivi e alla vita stessa del sodalizio.

Rispetto alle caratteristiche delle false cooperative non si può non considerare che le stesse trovano il proprio humus:

  • nella tipologia del modello organizzativo societario;
  • nel settore di attività;
  • nel contesto territoriale;
  • nell’aspetto dimensionale e nel volume di attività dell’impresa;
  • nei Bilanci sistematicamente in perdita o con utili altrettanto sistematicamente significativi in relazione alle specificità della forma societaria cooperativa;
  • nelle gestioni caratterizzate dalla presenza dell’Amministratore Unico (spesso senza limiti di mandato);
  • nella consistenza numerica della base sociale in relazione al numero dei soci impiegati;
  • nel turn-over costante della base sociale e sistematico accesso e recesso da parte dello stesso socio;
  • nel fenomeno del rilevamento di rami d’azienda/impresa cooperative da parte di sodalizi di nuova costituzione;
  • nelle attività in mono-committenza;
  • nelle forme di lavoro irregolare e/o in quelle regolari ma senza scambio mutualistico;
  • nell’affidamento diretto e procedure di gara improntate al criterio di massimo ribasso.

L’UNCI chiede quindi una legge che vada ad incidere su un piano ben più ampio e complesso rispetto a quello circoscritto del DDL. A tal proposito è da segnalare il DDL sul riordino delle norme concernenti la vigilanza in materia di cooperazione e l’individuazione di misure per il contrasto delle cooperative spurie elaborato dal Ministero dello sviluppo economico nel 2015.

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