Mentre tutti i dati sulla nostra economia continuano ad essere negativi, il settore cooperativo si conferma dinamico e produttivo. Il lavoro delle cooperative riesce non solo a far fronte ai bisogni dei cittadini, che da tempo ormai sono messi in secondo piano nell’agenda politica, ma è anche una leva di sviluppo e di crescita. In tanti comparti del Paese, a cominciare da quello agroalimentare, come dimostrano gli ultimi dati presentati dall’Osservatorio sulla cooperazione agricola italiana, istituito dal Ministero delle Politiche agroalimentari e forestali.

Il Rapporto fotografa una crescita del fatturato medio delle cooperative agroalimentari italiane nel 2015. Ma i dati più interessanti sono quelli che riguardano l’occupazione che aumenta e il nuovo dinamismo sui mercati esteri: recuperato il ritardo sull’export rispetto alle imprese, le cooperative hanno trovato la strada per promuovere il valore aggiunto del nostro Made in Italy e delle nostre produzioni. Ad affacciarsi sui mercati esteri sono soprattutto le coop avanzate che operano nel settore del vino, dell’ortofrutta e del lattiero-caseario. Le cooperative dunque sono vive, anzi sono in grado di infondere vitalità all’intero settore agricolo, con una realtà produttiva che costituisce il 32% della Plv agricola nazionale ed impiega oltre 90mila addetti.  

Il viceministro delle Politiche agricole Andrea Olivero ha sottolineato la straordinaria capacità di fare rete, che è prerogativa delle cooperative e che rappresenta un punto di forza soprattutto nei momenti più difficili. Non a caso le cooperative dimostrano da sempre una resilienza maggiore rispetto ad altri corpi della società e sono capaci di attutire i colpi della crisi, non intaccando i livelli di occupazione e continuando a valorizzare il lavoro e i lavoratori attraverso un autentico rapporto con il territorio. Un’altra caratteristica che appartiene da sempre al mondo delle cooperative è l’attenzione ai soci e la visione mutualistica che resta forte a prescindere dalle dimensioni e dal fatturato e che, insieme al legame con il territorio, permette di garantire elevati standard qualitativi.

L’agroalimentare è un settore strategico per l’Unione Nazionale Cooperative Italiane che proprio quest’anno ha riunito le sue cooperative dei comparti di agricoltura, agroalimentare, pesca, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli ed ittici in un’Associazione di settore: l’UNCI Agroalimentare, la cui mission è quella di instradare gli operatori verso un modus operandi che garantisca la piena legalità nel settore oltre che la massima sicurezza per i consumatori finali.

“Vogliamo accompagnare i nostri agricoltori e pescatori in un percorso di legalità e di tracciabilità di cui beneficia tutto il sistema a cominciare dall’operatore stesso che da solo non riuscirebbe a misurarsi con mercati globali, tecnologie nuove e una burocrazia ancora troppo lenta ” spiega il Presidente dell’UNCI Nazionale Pasquale Amico.

“La nostra idea è di formare una classe lavorativa come Management in grado di muoversi all’interno del comparto agroalimentare, nel rapporto tra imprese e istituzioni in modo da promuovere costantemente una cultura dell’innovazione lungo tutto l’arco del processo – ribadisce Gennaro Scognamiglio, Presidente di UNCI Agroalimentare – A tal fine occorre coniugare conoscenze teoriche e pratiche con abilità personali che concorrono a formare il nostro saper essere e saper fare”.

Il Sito dell’Osservatorio.

 

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