VIII Congresso Nazionale UNCI

CELEBRATO A ROMA L’VIII CONGRESSO NAZIONALE DELL’UNCI

Confermato Pasquale Amico Presidente Nazionale dell’Associazione

Lo scorso 23 novembre, si è tenuto a Roma l’VIII Congresso Nazionale dell’UNCI (Unione Nazionale Cooperative Italiane) che ha confermato, all’unanimità e per acclamazione, Pasquale Amico Presidente Nazionale per il prossimo quadriennio ed eletto il nuovo Consiglio Generale, il Consiglio Sindacale e quello dei Probiviri.

“Unica voce indipendente del Movimento Cooperativo, l’UNCI, giuridicamente riconosciuta fin dal 18 luglio 1975, rappresenta oggi la terza Centrale Cooperativa potendo contare, in termini di consistenza, in 8.800 imprese cooperative associate, di cui 2.000 solo nell’ultimo triennio.” È quanto sottolineato da Pasquale Amico nella Relazione che ha aperto oggi i lavori dell’VIII Congresso Nazionale, ribadendo che l’Associazione è riuscita, nonostante gli ostacoli frapposti da qualche frazione politica e sindacale integralista, ad uscire rafforzata nella propria identità e rappresentatività di una componente economica sana ed indipendente del mondo cooperativo.

Nella sua Relazione, incentrata sul tema “L’Impresa Cooperativa oggi”, il Presidente Amico si è soffermato su

  • I principi, gli ideali e i valori della Cooperazione e gli obiettivi del Movimento Cooperativo orientati al perseguimento del “bene comune”;
  • I principi dello Statuto dell’Associazione, ispirati ai capisaldi della Dottrina Sociale Cristiana;
  • La necessità di proseguire nel contrasto, in ogni sede e con ogni mezzo, verso qualsiasi forma di illegalità e infiltrazioni della criminalità organizzata nel mondo delle imprese e nel mondo del lavoro e contro la cooperazione spuria.

Il Presidente ha sottolineato come la crisi globale dell’economia e dei mercati, può configurarsi come causa ed effetto dello svilimento del Lavoro e della Persona umana e come le politiche di austerità dettate dall’Europa, non abbiano tenuto conto dei valori sociali sostanziali dell’economia generando diseguaglianze, malessere e nuova povertà.

Il Progetto Politico dell’UNCI, fondato sul paradigma dell’impresa cooperativa, antepone il valore e la dignità della persona a quello del capitale e del profitto, per recuperare e riaffermare in ambito economico i principi e i valori sociali che lo sviluppo neo-capitalista ha messo da parte.

L’VIII Congresso dell’UNCI ha quindi tracciato il programma di attività per il prossimo quadriennio.

Numerosi gli interventi dei delegati, e molto gradito il saluto dei rappresentanti delle Parti Sociali, Economiche e delle Istituzioni.

L’On. Renata Polverini, vice presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, ha portato un interessante contributo al dibattito, riconoscendo il valore e la funzione delle imprese cooperative di piccole dimensioni nei processi di sviluppo e crescita del Sistema Paese.

Nell’intervento dell’On. Polverini e in quello del dott. Rolando Marciano, presidente Confederazione Europea Piccole Imprese – CEPI, un richiamo alla rappresentatività delle PMI ma che si cala bene anche nel contesto delle imprese Cooperative.

Come ha efficacemente sottolineato il dott. Marciano, “servono una nuova rappresentatività, una nuova fiscalità ed un nuovo sistema di servizi per le piccole, medie e micro imprese. Noi come PMI rappresentiamo più del 90% del sistema produttivo nazionale, nello stesso tempo ormai il 64% di quello che produciamo finisce in tasse. Siamo insieme la spina dorsale e il sangue del Paese, a noi va bene purché sia chiaro a tutti che la pressione fiscale alla quale siamo sottoposti rischia di farci chiudere.”

La mancata abolizione del CNEL, a seguito della bocciatura del quesito referendario che ne chiedeva la soppressione, pone infatti una questione per noi centrale: la rappresentatività.

Le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese e dei lavoratori devono contare per ciò che realmente rappresentano e secondo criteri regionali.

In ogni caso è necessario rivedere e rilanciare le funzioni che il CNEL svolge proprio nella regolazione della rappresentatività perché si è creato negli anni, per ragioni storiche, uno squilibrio che va corretto in tutte le sedi.