In deroga a quanto stabilito dall’ Art. 19 del Testo Unico della Pesca, passa alla Camera l’ emendamento che prevede una nuova discussione circa la distribuzione delle quote del Tonno Rosso in Italia.

C’è stato un tempo, non molto remoto, in cui la risorsa Tonno Rosso del Mediterraneo ha rischiato addirittura di finire nella Cites. Scongiurato il rischio estinzione, i dati oggettivi e le esperienze dirette dei pescatori, fanno addirittura sperare in una inversione di tendenza testimoniata da un piccolo, ma significativo incremento della risorsa.

Un segnale positivo per la flotta italiana dedita, ridotta ai minimi termini tra Raccomandazioni ICCAT e Regolamenti UE; tale ridimensionamento, insieme al sistema di quote e a una graduale riduzione del periodo di pesca, ha fatto registrare una maggiore presenza della specie nel Mediterraneo.

Questa circostanza ha determinato una ridistribuzione proporzionale dei massimali già assegnati. Dunque se il sistema delle quote si è rivelato lungimirante per la sopravvivenza degli stock, è arrivato il momento di dare linfa nuova al segmento ampliando le opportunità di reddito per la piccola piccola pesca.

Salvaguardato lavoro e reddito degli attuali detentori, una nuova distribuzione delle quote sembra essere cosa buona e giusta. La grande pesca industriale rifornisce, attualmente, il mercato estero, in special modo quello orientale; la piccola pesca italiana, potenziale destinataria di nuove quote, sarebbe in grado di collocare il pregiato tonno rosso del Mediterraneo sul mercato nazionale.

Una occasione nuova per l’Italian Fishing e il Made in Italy; una preziosa e imperdibile opportunità per i piccoli pescatori italiani.

“Dopo l’unanime approvazione alla Camera, attendiamo la decisione del Senato. Una ridistribuzione delle quote, in virtù degli incrementi concessi negli ultimi anni e soprattutto in vista di potenziali innalzamenti futuri dei massimali, significa dare una opportunità alla Piccola Pesca italiana. Il Tonno rosso rappresenta un segmento economico importante dell’ economia ittica italiana; un’ attività importantissima che possiamo definire storica e culturale insieme. La stessa evoluzione culturale impone oggi di “rivoluzionare” un settore forse troppo statico da un punto di vista strutturale e orientare il cambiamento verso una gestione orientata a offrire possibilità nuove agli operatori, al mercato e ai consumatori”. Così Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale UNCI Agroalimentare.